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Archivi categoria: statistiche agricole

Prezzi delle uve rosse e bianche 2015 in Ticino e Mesolcina

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La Sezione dell’agricoltura e l’Interprofessione della vite e del vino hanno diramato il Rapporto sull’Annata Viticola 2015 (clicca sul testo in rosso per scaricarlo). Di particolare interesse per i viticoltori sono le tabelle sui prezzi indicativi delle uve rosse e bianche che si possono scaricare cliccando sulla rispettiva tabella sottostante.

prezzi uve rosse 2015 Ticino e Mesolcina

prezzi uve bianche 2015 Ticino e Mesolcina

Prezzi delle uve rosse e bianche 2014 in Ticino e Mesolcina

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La Sezione dell’agricoltura e l’Interprofessione della vite e del vino hanno diramato il Rapporto sull’Annata Viticola 2014 (clicca sul testo in rosso per scaricarlo). Di particolare interesse per i viticoltori sono le tabelle sui prezzi indicativi delle uve rosse e bianche che si possono scaricare cliccando sulla rispettiva tabella sottostante.

 

prezzi uve rosse 2014 Ticino e Mesolcina

 

prezzi uve bianche 2014 Ticino e Mesolcina

Richiesta dei pagamenti diretti 2014

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Richiesta PD 2014

L’anno viticolo 2013

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anno viticolo 2013

Spese per l’alimentazione in Svizzera ai minimi storici

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grafico spese

Mai come oggi in Svizzera e in nessun altro paese al mondo si spende così poco per l’alimentazione. Gli Svizzeri del proprio reddito destinano per l’alimentazione solo il 6.8% (a cui, a onor del vero, bisogna aggiungere un 4,7% per alimenti consumati fuori casa). E poi si dice che la nostra agricoltura è cara e poco concorrenziale. È vero l’esatto contrario! E gli Svizzeri farebbero bene a tenersela stretta un’agricoltura di prossimità e performante come la nostra.

Diminuisce la produzione di latte in Svizzera

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grafico latte

Nel 1. trimestre del 2013 la produzione di latte è diminuita di oltre 5 punti percentuali rispetto al 2012. Di fatto, la produzione si colloca ai livelli del 2011. Questa diminuzione lascia ben sperare in un aumento del prezzo del latte. Alcune latterie hanno già adeguato al rialzo il prezzo per i mesi a venire.

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Leggi tutto l’articolo apparso sullo Schweizer Bauer.

Svizzera: più polli che persone!

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Aumentano i polli (+ 5%) diminuiscono pecore (-2%) e maiali (-2%). Questa la situazione registrata nel 2012 in Svizzera dall’Ufficio federale di statistica (UST). I polli – ma nel termine sono compresi anche galli e galline – che l’anno scorso hanno razzolato e beccuzzato nelle aie, nelle fattorie e nei centri d’allevamento della Confederazione sono stati circa 10 milioni. .

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Leggi tutta la notizia apparsa sul Corriere del Ticino online.

I prezzi al dettaglio del formaggio calano, quelli del latte da consumo no

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I formaggi negli utlimi 3 anni sono diventati chiaramente più a buon mercato nel commercio al dettaglio. Per contro i prezzi al consumatore del latte di consumo sono rimasti pressochè invariati. Lo dice l’ultimo Rapporto di mercato del latte allestito dall’Ufficio federale dell’agricoltura (clicca sul testo in blu per scaricarlo). I formaggi i cui prezzi sono calati maggiormente (si arriva quasi al 20% in due anni) sono l’Emmental, il Tilsiter e la mozzarella. I prezzi al ribasso del formaggio sono dovuti all’accordo di libero scambio dei derivati del latte in vigore dal 2007. Il latte da consumo non è toccato da tale accordo e gode dunque ancora di una protezione alla frontiera.

Il 23% delle aziende agricole del Canton Grigioni non hanno successione

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fattoria

 

Nel Canton Grigioni fra il 1980  e il 2010 sono scomparse oltre 2’500 aziende agricole e oggi il 23% delle restanti aziende non ha una successione assicurata. Questo dato è leggermente migliore rispetto al dato del 2003 quando quasi il 30% degli agricoltori grigionesi non aveva un successore. Sono i risultati di una ricerca di Flurin Frigg della Alta scuola di agronomia HAFL di Zollikofen. Tendenzialmente a fare fatica a trovare un successore sono le piccole aziende, mentre quelle medio grosse in generale hanno garantita la continuità. Una dato allarmante che deve far riflettere anche in Ticino, dove la situazione è forse anche peggiore. Chi da noi cerca le cause solo nella situazione economica delle aziende o nella politica agricola deve confrontarsi con un dato inequivocabile: i pochissimi allievi agricoltori che si diplomano a Mezzana ogni anno (meno di 10) sono assolutamente insufficienti per assicurare un ricambio generazionale sul lungo termine.

I pomodori piacciono agli svizzeri!

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I pomodori sono stati nuovamente gli ortaggi più consumati in Svizzera nel 2012 con circa 8,5 chili per abitante. E le varietà non mancano (vedi il video). Tra tutti i pomodori consumati circa il 60% sono indigeni e il 40% importati. Le carote, di cui il 95% provenienti dalla Svizzera, occupano il secondo posto (con 8,3 chili).

Nelle prime posizioni seguono: la lattuga iceberg (4,7 chili per abitante), i peperoni (4 chili), le cipolle (3,5 chili), cetrioli e zucchine (3 chili), indica oggi l’Unione dell’orticoltura svizzera.

Le 2000 coltivazioni orticole hanno prodotto l’anno scorso 280’000 tonnellate di “verdura” fresca, cioè il 60% del fabbisogno nazionale.

Aumentano i tori negli allevamenti svizzeri

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angus

 

Nelle fattorie svizzere si sta delineando un trend che vede aumentare il numero di tori da monta, rispettivamente diminuire la partica delle inseminazioni artificiali. Lo indica un’analisi dell’Ufficio federale di statistica. Dal 2009 al 2011 si è passati da 6’880 tori da monta a 7’270. Questo dato di fatto è confermato pure da Swissgenetics che nella stagione 2011/12 ha registrato la vendita di circa 22’600 dosi in meno rispetto agli anni precedenti. La tendenza è dovuta principalmente all’aumento di allevamenti di mucche madri e nutrici e solo marginalmente a una nuova strategia degli allevatori di bestiame da latte. Se per i grossi allevamenti i costi diminuiscono grazie alla monta naturale, presto o tardi ci saranno ripercussioni sui progressi nell’allevamento in seguito all’impiego meno mirato dei tori.

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Maggiori informazioni in questo articolo del LID, il Servizio di informazione agricolo.

Annuario 2012 “Il Bosco e la Foresta”

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bosco 2012

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grafico vendemmia 1

grafico vendemmia 2

La vendemmia 2012 in Svizzera è caratterizzata da una buona qualità, anche se il volume totale, pari a 1’004’040 ettolitri, fa registrare un calo del 7 per cento circa rispetto alla media quinquennale, imputabile alla variabilità delle condizioni meteorologiche.

Leggi tutto il comunicato stampa dell’Ufficio federale dell’agricoltura.

 

Annata viticola 2012 in Ticino e Mesolcina

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La Sezione dell’agricoltura del DFE e l’Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese (IVVT) comunicano congiuntamente la loro piena soddisfazione per i risultati della vendemmia 2012 appena conclusasi, con quantitativi leggermente superiori alla media decennale e una qualità media che può attestarsi, per il vitigno Merlot, fra le tre migliori vendemmie del decennio per quanto concerne i tenori zuccherini, inferiore solo all’eccezionale 2003 e al 2007, ponendosi allo stesso livello del 2006.

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Leggi il comunicato stampa congiunto in cui si indica, fra l’altro, che i dati completi della vendemmia 2012 saranno pubblicati sulla pagina web della Sezione dell’agricoltura nel corso del mese di dicembre.

 

In Svizzera poche pere da tavola ma molto succo

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Il raccolto 2012 di pere svizzere da tavola non riuscirà a soddisfare la domanda. Rispetto all’anno scorso ne mancano circa 5 mila tonnellate. Le 7’272 tonnellate raccolte nel 2012 non permettono neppure di raggiungere l’obiettivo di Frutta Svizzera che mirava a una scorta minima di 11 mila tonnellate. I prezzi delle pere da tavola sono stati adeguati verso l’alto. Per contro la raccolta di pere da succo è stata eccessiva. Il mosto di pere in eccesso dovrà essere presumibilmente esportato e ciò costerà a Frutta Svizzera circa 2 milioni di franchi. Non ci resta dunque che consumare del succo di pera, piuttosto che pere da tavola. Daremo così una mano ai produttori.

 

Die diesjährige Tafelbirnenernte vermag die Nachfrage nicht zu decken. Die Birnen werden deshalb teurer. Mostbirnen hingegen sind im Überfluss vorhanden. Per Ende Oktober waren laut Schweizer Obstverband (SOV) nur 7‘272 Tonnen Tafelbirnen an Lager. Das sind rund 5‘000 Tonnen weniger als im Vorjahr. Auch der erhoffte Ziellagerbestand von 11‘000 Tonnen wurde deutlich verfehlt. Laut SOV kann die diesjährige Ernte die Nachfrage nicht decken. Aufgrund der tiefen Ernte wurde bereits bei allen Birnensorten der Produzentenrichtpreis um fünf Rappen pro Kilo auf 1,40 Franken erhöht. Bei den Mostbirnen wurde allerdings mit 15‘620 Tonnen deutlich zu viel geerntet. Der Bedarf liegt bei rund 10‘000 Tonnen. Zusammen mit den Lagermengen ist doppelt so viel Birnensaftkonzentrat vorhanden wie in der Schweiz jährlich verkauft wird. Die Übermengen müssen exportiert werden. Diese Exporte zu tiefen Preisen kosten laut SOV zwei Millionen Franken pro Jahr und übersteigen damit die Mittel, die aus einem Rückbehalt zur Verfügung stehen.

Meno serre in Olanda

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Le superfici occupate da serre sono scese in Olanda al di sotto dei 10’000 ettari, come riferisce il sito Fruchthandels Newsnet. Nel 2012, con 9’960 ettari di serre l’Olanda fa dunque registrare una diminuzione di circa 290 ettari rispetto all’anno prima. Buona parte di questa diminuzione concerne serre per le produzioni floricole, ma, per la prima volta dall’anno 2000, cominciano a diminuire anche le serre per la produzione di ortaggi.

Commercio di formaggio: botta e risposta fra UFAG e SALS

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La scorsa settimana, l’Ufficio federale dell’agricoltura ha emanato un comunicato stampa per informare sui risultati di uno studio concernente gli effetti della liberalizzazione del commercio del formaggio in seguito all’accordo di libero scambio in vigore con l’UE in questo preciso settore.

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Fra l’altro, vi si poteva leggere: “La liberalizzazione reciproca del commercio caseario tra Svizzera e UE, ha incentivato qualità e innovazione nell’economia casearia elvetica, ha ridato slancio alle esportazioni, ha contribuito a mantenere positiva la bilancia commerciale nonostante la forte crescita delle importazioni e ha ampliato la gamma di varietà di formaggi. La situazione economica non sarebbe stata migliore con un continuo isolazionismo del mercato del formaggio in alternativa alla liberalizzazione: è questa la conclusione alla quale giunge l’Istituto di ricerca BAKBASEL nel suo studio di valutazione, commissionato dall’Ufficio federale dell’agricoltura UFAG.”

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Immediata la replica della SALS/ASSAF, l’Associazione svizzera per un settore agroalimentare forte: “L’ASSAF- Svizzera giudica le conclusioni dell’UFAG pura ironia, se rapportate alla miserabile situazione in cui versa il settore lattiero svizzero. In realtà il bilancio è ben peggiore: la bilancia commerciale del formaggio, in tonnellate come in valore, è evoluta in modo sfavorevole per la Svizzera e i consumatori non hanno beneficiato di prezzi piu’ bassi. Uno studio commissionato dalla SALS/ASSAF e presentato nell’agosto 2012, ha mostrato in modo inequivocabile come nel 2007 ogni tonnellata di formaggio esportato aveva un valore medio di CHF 9’786, mentre nel 2011 di soli CHF 7’760.–. SALS/ASSAF conclude sostenendo che occorre smetterla di eseguire “esperimenti” di liberalizzazione sulla pelle dei produttori di latte basandosi su studi commissionati ad ambienti ispirati dalle teorie del neoliberismo.”

In Germania ogni contadino nutre 140 persone

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Secondo una statistica fornita dalla maggiore associazione di agricoltori tedeschi, nel 1900 ogni contadino produceva alimenti sufficienti per nutrire 4 persone. Oggi, invece ne produce per 140 di persone. Nonostante questo sviluppo, la Germania resta un importatore netto di derrate alimentari. Nel 1900 il grado di autoapprovvigionamento era dell’87%, oggi è dell’88%. Nel corso degli ultimi decenni il numero di agricoltori tedeschi è calato drasticamente. E mai come oggi un cittadino tedesco spende così poco in rapporto al suo reddito per alimentarsi. 100 anni fa il 50% delle uscite serviva a pagare il cibo. Oggi, si è scesi al 14% (che diventa l’11% se si escludono i generi voluttuari).

In Svizzera scomparse 21’000 mucche

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Nessuno per ora sa dove siano finite, sta di fatto che in Svizzera rispetto all’anno scorso ci sono circa 21’000 mucche in meno. Lo rivela la statistica 2012 che registra 564’280 mucche nel nostro paese, appunto 21’000 in meno del 2011. Ma il dato sorprendente è che non si sa che fine abbiano fatto. Di certo si sa che non sono finite nei canali della carne come ha confermato Proviande. Inoltre, mai come oggi si produce tanto latte in Svizzera. Pare escluso anche un errore dovuto al passaggio dalla BDTA al sistema AGATE. Gli esperti si stanno “scervellando” per venire a capo del problema.

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Leggi la notizia riportata dal portale informativo LID.ch.

Risultati preliminari caccia alta 2012

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In Svizzera dimimuiscono le aziende agricole, ma non in Ticino

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Curiosamente i dati del censimento delle aziende agricole 2011 indicano un aumento di 13 aziende agricole in Ticino, quando invece in Tutta la Svizzera sono diminuite di oltre 1’400 unità. La Superficie Agricola Utile è per contro dimunuita in Ticino di 116 ettari. Spicca il dato grigionese con un aumento di oltre 1’000 ettari di SAU. Probabilmente si tratta di un adattamento puramente statistico nel senso che sono state regolarizzate situazioni già esistenti che emergono da una parte forse per un certo ritorno alla terra in seguito alla persistente crisi economica, dall’altra magari in seguito al proliferare di detentori di cavalli. Ricordiamo che il censimento delle aziende agricole conteggia oltre a tutte le aziende agricole a beneficio dei pagamenti diretti (circa 800 in Ticino) anche quelle con ALMENO 1 ettaro di superficie oppure 3’000 mq di colture speciali (orticoltura, vigna, ecc.) o 1’000 mq di serre o tunnel o 1 Unità di Bestiame Grosso o 8 posti per scrofe o 80 posti per suini d’ingrasso o 300 unità di pollame.

Scarica il comunicato ufficiale dell’Ufficio federale di statistica (con tutte le tabelle) del quale di seguito riportiamo l’incipit:

Neuchâtel, 06.08.2012 – (UST) – La diminuzione del numero di aziende agricole è continuata anche nel 2011. La Svizzera conta ormai 1450 unità in meno rispetto al 2010, per un totale di 57’600 aziende. D’altra parte, il numero delle aziende biologiche è aumentato (+98), raggiungendo le 5760 unità nel 2011, ovvero quasi il 10% del totale delle aziende agricole. Con un aumento del 6%, la superficie di ortaggi in pieno campo è aumentata in maniera significativa tra il 2010 e il 2011, passando a più di 10’000 ha. Nello stesso periodo, l’effettivo di pollame è aumentato di quasi mezzo milione di unità, portandosi a 9,5 milioni. Questi dati emergono dalla rilevazione della struttura delle aziende agricole 2011 svolta dall’Ufficio federale di statistica (UST).

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Ogni anno persi 2000 ettari di superficie alpestre

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Presto inizierà la stagione alpestre. Oggi viene caricato il 20% in meno di bestiame rispetto a 30 anni fa. E anche le superfici alpestri si sono rimpicciolite. Il ritmo è impressionante: 2000 ettari in meno all’anno. A queste prime conclusioni è giunto uno studio di ricerca nazionale denominato Alpfutur.

Leggi l’articolo apparso sullo SchweizerBauer.ch (clicca sul testo colorato in blu per accedere al link).

L’anno viticolo 2011 in Svizzera e Ticino

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Berna, 19.04.2012 – Nel 2011 gli enofili elvetici hanno consumato 2,74 milioni di ettolitri (hl) di vino svizzero ed estero. Ciò equivale a un calo di 62’806 hl, ovvero del 2,3 per cento, rispetto all’anno precedente. Stando al rapporto “L’anno viticolo 2011”, pubblicato dall’Ufficio federale dell’agricoltura, il consumo di vino è diminuito di 51’111 hl per il rosso e di 11’695 hl per il bianco. Questi cali sono riconducibili anche alla tendenza in atto da diversi anni e alla congiuntura difficile. A esserne interessati sono principalmente i vini svizzeri con una diminuzione di 28’002 hl per i rossi e di 20’145 hl per quelli bianchi. Anche il consumo di vini rossi esteri ha subito una battuta d’arresto (-23’109 hl) mentre quello di vini bianchi è cresciuto di 8’450 hl.

In Ticino (vedi grafico), aumenta il consumo dei bianchi, ma diminuisce quello dei rossi (nota: i rossi vinificati in bianco rientrano tra i bianchi).

Leggi il comunicato stampa integrale oppure scarica il rapporto completo “L’anno viticolo 2011”.

Censimento delle aziende agricole 2010: l’agricoltura svizzera tra modernità e tradizione

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Neuchâtel, 03.04.2012 – (UST) – La maggior parte delle 59’065 aziende agricole svizzere è a gestione familiare indipendente. I capoazienda e i membri delle loro famiglie assolvono l’85% del volume del lavoro agricolo totale. Nel 44,5% delle aziende si svolgono attività di diversificazione accanto al lavoro agricolo. Questi i primi risultati dell’indagine complementare al censimento delle aziende agricole 2010 realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Scarica la versione integrale del comunicato stampa con alcune interessanti tabelle con i dati cantonali.

Diminuisce il consumo di formaggi in Svizzera

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Anche se solo leggermente (-0.5%), il consumo pro capite di formaggio in Svizzera è diminuito attestandosi a 21,44 chilogrammi.

Restiamo comunque molto probabilmente ai vertici della classifca mondiale dei “furmagiatt”.

Molto bene i formaggi a pasta molle, leggero calo per quelli a pasta semi-dura ed extra-dura e una quota di formaggi esteri aumentata ancora e che oggi ammonta al 28.2%.

Leggi la notizia apparsa su TicinoNews.ch.

Visto il trend dei formaggi a pasta dura, in particolare dell’Emmentaler, gli esperti hanno annunciato grosse novità per rilanciarne il consumo in una società attenta e sensibile al benessere degli animali, alla lotta biologica e al prodotto locale. Vi terremo informati nei prossimi giorni.

Molto bene i formaggi a pasta molle

Sondaggio sulla situazione della donna in agricoltura

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L’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) e la Stazione di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon (ART) nel 2012 svolgeranno una nuova analisi della situazione della donna nel quadro del resoconto degli aspetti sociali in ambito agricolo. A tal fine, il prossimo gennaio, 1500 donne riceveranno un questionario. Le istituzioni auspicano che le interpellate partecipino numerose al sondaggio, cosicché i dati rilevati possano fornire un quadro realistico della situazione delle donne in agricoltura.

Leggi tutto il comunicato dell’amministrazione federale.

Rapporto cantonale sulla vendemmia 2011 in Ticino

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La Sezione dell’agricoltura ha pubblicato il rapporto sulla vendemmia 2011 suddiviso in una prima parte, ovvero il Rapporto sulla vendemmia 2011 – Cantone e distretti, e in una seconda parte, ovvero il Rapporto sulla vendemmia 2011 – Comuni.

Rapporto agricolo 2011

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La filiera agroalimentare svizzera deve convergere in un sistema al contempo sostenibile ed economicamente efficiente. Lo ha chiesto Bernard Lehmann, direttore dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), in occasione della presentazione, il 31 ottobre 2011, del Rapporto agricolo 2011. Egli ritiene che il sistema alimentare comprenda l'intera filiera di valore aggiunto, dalla gestione del suolo al riciclaggio delle materie prime, passando per il consumo e le importazioni.

Scarica la documentazione per la stampa relativa al Rapporto agricolo 2011.

Scarica il Rapporto agricolo 2011.

L’anno viticolo 2010: pronto il rapporto

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vino
L'Ufficio federale dell'agricoltura con questo comunicato stampa informa che è stato pubblicato il rapporto concernente l'anno viticolo 2010 in Svizzera.

Per quanto riguarda la situazione in Ticino puoi vedere il riassunto proposto da Ticinonews.ch.

Scarica il rapporto "L'anno viticolo 2010" .

Censimento delle aziende agricole

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Negli scorsi giorni, alcune aziende agricole, scelte per campionatura, hanno ricevuto un formulario da parte dell'Ufficio federale di statistica (UST).

I formulario può essere compilato in forma cartacea oppure online al seguente indirizzo web (inserire i codici indicati nella lettera dell'UST). Esso deve essere ritornato all'UST entro il 10 novembre 2010. La partecipazione all'indagine è obbligatoria.

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