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Archivi categoria: riciclaggio

Smaltimento selvaggio di composto: giro di vite?

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Il Dipartimento del Territorio ha posto in consultazione il capitolo G del Piano cantonale di gestione dei rifiuti relativo ai rifiuti organici e agli scarti vegetali. Clicca sul comunicato sottostante per accedere a tutti i documenti.

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OPINIONE: Piatti troppo pieni, piatti troppo vuoti… e in mezzo lo spreco

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copj13di Angela Tognetti

Di cibo gettato, di raccolti lasciati sul campo perchè le quotazioni in borsa erano al ribasso, di tonnellate di cereali bruciati nei motori oramai si parla senza eccessivo imbarazzo perchè anche i fatti più odiosi diventano abitudine e l’indignazione scontata scivola via negli affanni quotidiani. C’è però chi non si rassegna e spera che una migliore informazione possa modificare abitudini nefaste di cui siamo complici anche se non sempre consapevoli.

Tristram Stuart, giornalista britannico, per alcuni anni ha seguito la filiera del cibo,dimostrando con cifre che ci lasciano increduli gli sprechi dal campo al piatto, passando per l’idustria alimentare, fino ai negozi, alle famiglie, agli inceneritoi e ai grandi "digestori" creati appositamente per smaltire ciò che a caro prezzo di fatica e di risorse umane e ambientali è stato prodotto. Impossibile riassumere in poche righe l’enorme materiale raccolto a dimostrazione dell’assurdità di un sistema che distrugge per produrre eccedenze che saranno a loro volta distrutte mentre milioni di essere umani sono affamati: anche nell’Unione Europea si parla di 43 milioni di persone  a rischio di povertà alimentare. In Italia, che potrebbe essere casa nostra, si parla di 6 milioni di tonnellate di scarti di negozi e ristoranti, pari a 500 milioni di pasti. L’88% in più del fabbisogno deve essere a disposizione per coltivare nel consumatore l’illusione dell’abbondanza senza fine e del "pago dunque posso". E i 2 milioni di galline definite quasi per scherzo "da fine carriera" che finiscono in Svizzera nei digestori di biogas? E le tonnellate di alimenti gettati per le malinterpretate etichette con scadenza?

Ora si parla di modifiche alla dicitura anche da parte degli organismi preposti alla sicurezza alimentare in Europa e Inghilterra. Staremo a vedere se il buon senso torna a governare nei nostri piatti. Nel frattempo noi continuiamo a raccogliere, distribuire e gustare con la nostra cooperativa quelle che io chiamo "briciole di agricoltura…"

Anche le formiche, nel loro piccolo, fanno grandi cose.

Per chi è interessato: Tristram Stuart / Sprechi / Mondadori.
Altrimenti vi posso prestare il libro.

Angela Tognetti – Presidente di ConProBio

Smaltimento del siero di latte: vicina la soluzione

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osmosi inversa

Con un volo diretto Lufthansa Napoli-Milano è rientrata poche ore fa la delegazione di agricoltori, fra cui alcuni soci di Agrifutura, che giovedì si è recata in Italia nella zona di Salerno e Battipaglia (zona conosciutissima per la presenza massiccia di caseifici artigianali per la produzione di mozzarella di bufala) per visionare alcune interessanti apparecchiature per la concentrazione del siero di latte (vedi foto). L’uscita di studio si è svolta nell’ambito della ricerca di soluzioni confacenti al problema dello smaltimento del siero di latte nei caseifici artigianali. Le apparecchiature viste all’opera, grazie al rapporto qualità-prestazione-prezzo, lasciano presagire un loro possibile impiego anche nella realtà ticinese, ma prima si attenderanno gli ulteriori approfondimenti da parte dell’esperto di ALP Liebefeld al seguito della delegazione. Il punto di forza di questa soluzione per lo smaltimento del siero di latte è l’impiego del concentrato nella razione foraggera di ruminanti e suini. Nei prossimi giorni riferiremo più compiutamente su questa uscita di studio e sulle nostre iniziative per condividerne i risultati con tutti gli interessati, toccati dal problema dello smaltimento del siero di latte.

I materiali biodegradabili in agricoltura: soluzioni sostenibili attuali e future

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Questo il titolo di un convegno tecnico che si svolgerà a Bologna il 12 novembre 2009. Scarica tutte le informazioni e il programma dettagliato apparso su Agronotizie.it.

L’agricoltura utilizza ingenti quantitativi di plastiche monouso, per le quali il recupero e lo smaltimento sono operazioni costose e complesse e a volte non vengono effettuate secondo le disposizioni legislative vigenti. In alcuni casi il riciclaggio è un’operazione poco fattibile a causa dell’elevata percentuale di impurità presenti (come nel teli per pacciamatura neri).
Le plastiche biodegradabili, che proprio per la loro caratteristica di biodegradare nel suolo, non necessitando la rimozione al termine dell’uso, hanno dimostrato di essere una possibile soluzione a questo tipo di problematiche per molte colture, prevenendo a monte la produzione di rifiuti.

In questo ambito, Novamont ed Isagro Italia organizzano un convegno che rappresenta un’occasione di formazione e confronto sulle innovazioni nella gestione dei rifiuti plastici in campo agricolo.

Imballaggi per frutta e verdura completamente biodegradabili

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Sono realizzati in "polilattide" (PLA), ottenuto con la fermentazione dell’amido di mais, e sono quindi completamente biodegradabili. Si tratta delle vaschette per ortofrutta in PLA della ditta Ilip che ha recentemente ottenuto il marchio "Compostabile" del Consorzio italiano compostatori.

Leggi tutto l’articolo apparso su agronotizie.it

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La plastica dei balloni di insilato si può riciclare

Stufi di sentire le lamentele del vicinato per la puzza della plastica dei vostri balloni che buttate nei cassonetti dell’immondizia? O della puzza provocata dall’incenerimento (operazione proibita) di queste plastiche? Siete sensibili alla tutela del territorio (catafalco di Giubiasco insegna) e dell’ambiente (idem)? Allora consegnate le vostre plastiche alla Plastic-Ti Recycling SA – Via Mondaria 17, 6512 Giubiasco (poco oltre gli uffici della circolazione di Camorino, di fronte all’impianto ACR per pressare i rifiuti e per il trasbordo sui container della ferrovia), Tel 091 850 15 15, fax: 091 850 15 10, e-mail: ptr@bluewin.ch . La plastica può essere consegnata negli appositi sacchi con prepagamento della tassa di riciclaggio oppure legata in fasci di 25-30 kg con fatturazione a peso (costo CHF 0.25 al kg). Per la pesatura bisogna far capo alla pesa pubblica dell’Azienda cantonale dei rifiuti che appunto si trova di fronte alla Plastic-Ti Recycling SA.

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