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Archivi categoria: prese di posizione

Avviso di pubblicazione variante al Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino (PUC-PPdM)

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Serata informativa e di discussione sulle opportunità del Parco del Piano di Magadino per l’agricoltura

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Gentili signore, egregi signori,

Vi segnaliamo la Serata informativa e di discussione sulle opportunità del Parco del Piano di Magadino per l’agricoltura.

Che si terrà

lunedì 25 marzo alle ore 20, al ristorante Millefiori in Viale Stazione a Giubiasco.

Per questioni organizzative è gradita l’iscrizione entro il 20 marzo all’indirizzo info@parcodelpianodimagadino.ch.

 

Vi segnaliamo che le aziende agricole del Piano che percepiscono pagamenti diretti hanno ricevuto l’invito direttamente.

Cordiali saluti

 

 

Alma Sartoris
Direttrice

——————————————-
Fondazione
Parco del Piano di Magadino
Via Cantonale 26
6515 Gudo
alma.sartoris@parcodelpianodimagadino.ch

Tel. 091 820 08 90

Tel. diretto: 091 820 08 91

Avviso di deposito variante al Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino (PUC-PPdM)

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USC/UCT: “Agricoltori stressati ricordatevi di pagarci i contributi!”

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La saga delle trattenute, dei contributi estorti e delle deduzioni pseudo-associative ha un nuovo triste capitolo. Come segnalatoci da un fedele lettore del blog, negli scorsi giorni diversi agricoltori hanno ricevuto una singolare, quanto enigmatica lettera di richiamo che alleghiamo.

In molti, compreso il fedele lettore, hanno addirittura pagato la fattura, visto anche l’esiguo importo e che il mittente era nientemento che Identitas, ditta che si assume l’incarico di gestire a livello nazionale la banca-dati sul traffico degli animali. Insomma hanno pagato ritenendo che potesse trattarsi per esempio del pagamento di una partita di marche auricolari. Tuttavia analizzando in un secondo tempo la missiva, il malcapitato si è reso conto che se non siamo di fronte a una truffa legalizzata, poco ci manca.

1. Innanzi tutto, la lettera configura un vero e proprio (e formale) richiamo di pagamento.

2. La lettera inizia con un’esplicita allusione allo stress che vivono gli agricoltori e dunque non poteva avere incipit peggiore con una mancanza di rispetto verso una categoria che non ha attualmente vita facile, al contrario di chi ha i piedi al caldo dietro le scrivanie delle varie organizzazioni di organizzazioni di enti affiliati.

3. Poi prosegue colpevolizzando i destinatari, rei di non essersi ricordati di pagare una fattura (il cui pagamento dipende in tutto e per tutto dalla volontà del singolo e non è assolutamente obbligatorio!!!).

4. In questo delirio di mancanza di rispetto, gli estensori della missiva si permettono di enumerare i giorni di ritardo, mentre la tabella indica pure una casella “Ultimo richiamo”, quasi che dopo di ciò si proceda all’esecuzione forzata.

5. Chi credeva che, come nei migliori raggiri, il mistero si celasse fra qualche apostilla scritta in minuscolo a fondo pagina, si sbagliava di grosso. Infatti, il trabocchetto è svelato in alto a destra sotto “Nostra referenza”, dove gli estensori, rigorosamente in tedesco (affinchè non si capisca?), spiegano agli agricoltori italofoni il motivo del richiamo: SBV-Verbandsbeiträge, ovvero Contributi associativi USC, che sta per Unione svizzera dei contadini.

CONCLUSIONE:

La fattura richiamata è quella relativa ai contributi volontari per l’USC che ognuno è libero di pagare o meno all’Unione svizzera dei contadini. Come già avviene per le trattenute UCT sui pagamenti diretti, questi contributi non danno diritto a nessuna rappresentanza in assemblee o gremii di contadini. In pratica, si paga senza avere diritto di voto.

Per maggiori info (si legge nella lettera) ci si può rivolgere al segretariato dell’Unione Contadini Ticinesi che dunque va lodata per la sua coerenza nel difendere i costrutti antidemocratici di prelievo di contributi messi in atto da diverse organizzazioni agricole. La stessa UCT, ancora nel 2018, è addirittura la più antidemocratica di tutte le organizzazzioni cantonali, poiché formalmente è formata esclusivamente da enti affiliati e dunque non annovera nemmeno uno che sia uno membro individuale. Preleva i contributi ai contadini, ma di farli votare all’assemblea non ci pensa minimamente. Complimenti! Evviva la democrazia!

 

OPINIONE: Agricoltori per il Parco Nazionale del Locarnese

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Carta del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese – Informazione e partecipazione

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Consultazione del Decreto di protezione delle golene del Brenno

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golene brenno

Presa di posizione di Agrifutura nell’ambito della consultazione sulla revisione parziale della legge cantonale sull’agricoltura

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consultazione legge

Clicca sull’immagine per scaricare la presa di posizione completa elaborata da Agrifutura in occasione della riunione fiume del 5 giugno 2014.

Rassegna stampa dell’Assemblea 2014 di Agrifutura

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Premio al merito 2014 - 1Il momento della consegna del Premio al merito di Agrifutura con, da sinistra, il Consigliere di Stato Avv. Claudio Zali, Direttore del Dipartimento del Territorio (padrino della consegna del premio), Marcel Bisi, Presidente della Pro Verzasca, membro e segretario della GLATI (Federazione degli artigiani del Ticino) e ricercatore SUPSI (progetto per la valorizzazione della lana indigena) e Giovanni Berardi, Presidente di Agrifutura.
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Leggi il comunicato stampa di Agrifutura.

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Guarda il Servizio di Paolo Bobbià andato in onda a Il Quotidiano della RSI (clicca sul testo in blu).

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Leggi l’articolo apparso su Ticinonews.ch.

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Ascolta il Servizio di Gabriele Borer andato in onda alle Cronache Regionali della Rete Uno (vai al minuto 12:00).

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Guarda il Servizio di Eleonora Onorari andato in onda al TG di Teleticino.

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Leggi l’articolo apparso sul Giornale del Popolo.

Uno sfratto intollerabile

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In relazione alla notizia dello sfratto della famiglia Arcioni di Bosco Gurin (notizia riportata dal portale Ticinonline e pure dal sito della Radiotelevisione della Svizzera italiana) di seguito pubblichiamo la presa di posizione integrale di Agrifutura.

capre arcioni

Uno sfratto intollerabile!

Crediamo che a memoria di agricoltore, mai in Ticino si sia assistito allo sfratto di una famiglia contadina e di tutto il loro bestiame nel bel mezzo dell’inverno. E, ironia della sorte, men che meno nel villaggio situato alla maggiore altitudine di tutto il Canton Ticino, dove d’inverno si possono avere anche 2-3 metri di neve. Il primo pensiero va alle persone toccate alle quali esprimiamo la nostra piena solidarietà. Se necessario, saremo al vostro fianco anche con un presidio per impedire questa assurdità. A questo proposito è utile ricordare che qualsiasi legge agricola tiene conto delle particolarità del settore e, ad esempio, fa coincidere la fine di un contratto con un termine primaverile o autunnale, ovvero all’inizio o alla fine della stagione, ma mai in pieno inverno! In secondo luogo, rivolgiamo un appello al proprietario, che fra l’altro è un ex-dirigente dell’Unione Contadini Ticinesi e attualmente insegna alla scuola agraria di Mezzana, affinché valuti da vero signore la situazione e conceda più tempo per sistemare tutta la vicenda che si risolverà con la costruzione della stalla della famiglia Arcioni. Fra l’altro, un atto di signorilità a questo stadio non farebbe altro che confermare la fama degli agricoltori come persone in grado di risolvere col dialogo reciproco e bonalmente anche le situazioni più intricate. Terza e ultima considerazione: gli aspetti giuridico-amministrativi dovranno in futuro essere al centro dell’attenzione della consulenza agricola e della Sezione dell’agricoltura. Una situazione contrattuale chiara evita conflitti. A che serve conoscere in dettaglio le norme di concimazione dei prati, se poi gli agricoltori inciampano sulle questioni giuridico-amministrative? E, purtroppo, anche a causa della specificità del settore agricolo e delle innumerevoli leggi che lo reggono, in Ticino di avvocati delle cause perse in questo ambito ne esistono molti. E anziché risolvere le situazioni, le aggrovigliano.

 

Giovanni Berardi – Presidente di Agrifutura

Sostegno alla produzione di cereali da foraggio

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ceraeli foraggio

La nuova Politica Agricola 2014 prevede di sostenere adeguatamente con una sorta di premio di coltivazione la produzione di cereali da foraggio. Soddisfatta si è dichiarata la Federazione Svizzera dei produttori di cerali  che ha emanato un comunicato stampa sul tema.

Agrifutura dichiara guerra al “convenience food”

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vignetta boneff

Rassegna stampa e Fotoservizio dell’Assemblea 2013 di Agrifutura

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Assemblea 2013 blog

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Guarda il Servizio di Debora Caccaviello andato in onda a Il Quotidiano della RSI (clicca sul testo in blu).

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Leggi l’articolo apparso sulla pagina web della RSI.

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Ascolta il Servizio di Alberto Tettamanti andato in onda alle Cronache Regionali della Rete Uno (vai al minuto 4:13).

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Guarda il Servizio di Laura Milani andato in onda al TG di Teleticino.

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Leggi l’articolo di Andrea Manna apparso su LaRegione Ticino e il riquadrato sul premio a Bruno Bergomi.

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Leggi l’articolo di Nicola Mazzi apparso sul Giornale del Popolo.

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FOTOSERVIZIO ASSEMBLEA

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Agricoltori dei Cantoni di Zugo e Zurigo contrari al golf

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La Zürcher Bauernverband e la Zuger Bauernverband hanno dichiarato guerra al progetto di campo da golf “Zugersee” che potrebbe sottrarre oltre 80 ettari di terreni agricoli al confine fra i due Cantoni (vedi foto). Addirittura il 60% della superficie minacciata è costituita da Superfici per l’Avvicendamento Colturale (SAC) in caso di crisi. Agrifutura ha già dichiarato il proprio appoggio assicurando pure tutta la consulenza giuridica maturata con esperienze analoghe in Ticino. Il riferimento è chiaramente al Golf della Pampa di Monteggio, affossato grazie a un ricorso che ha retto fino al Tribunale Federale da parte di un contadino della zona.

Circolare di Agrifutura col programma autunnale e invernale

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Tempi duri per gli allevatori di maiali e pollame

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La siccità persistente negli Stati Uniti sta facendo lievitare i prezzi mondiali di alcune materie prime come soia, cereali e mais. Questa situazione ha degli effetti anche sul settore suinicolo e avicolo svizzero. Infatti, i mangimi sono rincarati di parecchio e hanno intaccato l’equilibrio economico di molte aziende in un contesto già non facile a causa dei risicatissimi margini. Per il solo settore suinicolo si calcola in 60 milioni di franchi l’aumento dei costi di produzione. Suisseporcs, organizzazione nazionale degli allevatori di maiali ha chiesto alla Confederazione di intervenire.

Soluzione “storica” per il macello: Agrifutura propone il “modello Zurigo”

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Lo abbiamo battezzato “modello Zurigo” – comincia così un allegato alla documentazione stampa distribuita oggi ai media in occasione di una conferenza stampa indetta da Agrifutura. E il documento così prosegue: …e rappresenta una possibile via per uscire dalla situazione di stallo in cui si trova il macello di interesse cantonale di Cresciano. In concreto, Agrifutura, associazione di agricoltori ticinesi, suggerisce al Cantone di acquistare la struttura e di affidarne la gestione a un ente esterno (società o privato che sia) in base a un bando di concorso pubblico. “A Zurigo funziona proprio così – spiega Giovanni Berardi, presidente di Agrifutura. Ci siamo stati il 13 luglio e il direttore della Schlachtbetrieb Zürich AG Hans Rudolf Hofer ci ha illustrato la loro realtà che negli anni ‘90 fu confrontata con una gestione deficitaria, tanto che si fu vicino alla chiusura. Si riuscì a rimettere in sesto la situazione secondo il concetto: le strutture in mano pubblica, la gestione ai privati.”

Questa soluzione può essere concretizzata in tempi brevi se ci sarà da parte del governo un approccio aziendale al problema ed eviterebbe una chiusura prolungata della struttura col rischio di veder deperire macchinari e attrezzature in attesa dell’iter fallimentare. “Vista la posta in gioco – continua Berardi – è forse l’unica soluzione che permette di salvare capra e cavolo. E lo dico da allevatore e rappresentante dei contadini, ma anche da cittadino di questo Cantone che dovrebbe fare ciò che è necessario per scongiurare la perdita dei milioni investiti nel macello.” E infatti, l’acquisto del macello da parte dell’ente pubblico eviterebbe a BancaStato di perdere il cospicuo credito che vanta nei confronti della MATI SA e allo stesso Cantone di perdere il credito LIM senza interessi concesso a suo tempo. E, fattore importantissimo, le macellazioni potrebbero riprendere immediatamente in una struttura “nuova di pacca”.

Scarica la documentazione stampa (clicca sul testo in rosso per scaricare i singoli docuemnti):

documento powerpoint di presentazione

comunicato stampa

possibile tempistica

scheda “macello Zurigo”

riflessioni sugli scenari di salvataggio 

– esempio acquisto cantonale in tempi record (messaggio Vergiò)

– esempio acquisto cantonale in tempi record (rapporto Vergiò)

Parco del Piano di Magadino: licenziato il Messaggio governativo

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Il Parco del Piano si avvia celermente verso la dirittura d’arrivo. Il Consiglio di stato ha infatti licenziato il Messaggio n. 6648 relativo all’adozione del Piano di Utilizzazione Cantonale del Parco del Piano di Magadino (per scaricare i documenti clicca sui testi in rosso) che sarà ora al vaglio del Gran Consiglio.

Esiste una pagina web del Cantone con tutti i dettagli sul PUC del Parco del Piano di Magadino.

Si può anche consultare la cartella stampa sul PUC PdM.

Per chi preferisce le letture impegnate, suggeriamo il rapporto conclusivo della procedura di consultazione che contiene alcune chicche come:

– il pieno reinserimento nella zona agricola delle golene del fiume Ticino come richiesto da Agrifutura (lo stralcio era sfuggito al “gotha” dell’agricoltura ticinese, i cui rappresentanti, impegnati in prolisse e ridondanti prese di posizione “copia e incolla”, non si erano accorti di questo macroscopico errore);

– la presa di posizione dell’uct, riuscita nell’intento autolesionista di far stralciare alcune misure assolutamente vantaggiose per il settore agricolo, come (per farne solo uno di esempio) la misura M_2.2.3 che prevedeva di  offrire ulteriori sostegni finanziari per migliorie strutturali finalizzate all’attuazione degli obiettivi del Parco.

– la stringatissima presa di posizione della Sezione dell’agricoltura che si è espressa unicamente sul punto M_2.1.5 (ma forse qui il rapporto conclusivo non è completo?). A titolo di paragone, la Sezione della mobilità si è espressa su 13 punti, quella della Protezione aria, acqua e suolo su 15 punti, l’Ufficio corsi d’acqua su 8 punti e l’Ufficio domande di costruzione su 4. Senza contare che l’Ufficio federale dell’ambiente si è espresso su 8 punti e l’Aereoporto cantonale di Locarno su 18 (!).

– le prese di posizione di Roberto Aerni (il nuovo volto “democratico” dell’uct) e della Società agricola del Locarnese, praticamente identiche, alla faccia della democrazia.

Buona lettura!

40 kg di verdura per gli asconesi che vanno a votare!

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Il voto non si compera, ma l’idea di ringraziare con una borsa di ortaggi i cittadini di Ascona se dovessero respingere questo fine settimana la variante di PR che prevede la sottrazione di circa 16’000 mq di territorio agricolo, ci è veramente passata per la testa. Magari proprio martedì, a scrutinio avvenuto, durante il mercato settimanale di Ascona. E perché mai dovremmo ringraziare gli iscritti in catalogo del Comune di Ascona? Il comunicato stampa emanato ieri da Agrifutura vi fornirà tutte le spiegazioni.

Gli agricoltori del Mendrisiotto vogliono salvare la Valera

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Gli agricoltori del Mendrisiotto chiedono al Cantone di acquistare il comparto della Valera, circa 18 ettari di terreno a cavallo dei Comuni di Mendrisio e Ligornetto, per preservarlo quale area agricola. In passato, su parte di questi sedimi vi erano grossi depositi di idrocarburi e ora l’autorità ha istituito una zona di pianificazione per elaborare gli scenari futuri di utilizzo.

Leggi l’articolo apparso sul CdT online.

Guarda la scheda sul comparto Valera dell’Ass. Cittadini per il territorio.

Gli albergatori vogliono l’accordo di libero scambio agricolo con l’UE

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“Potremmo risparmiare oltre 1 miliardo di franchi all’anno” così si è espressa oggi Hôtellerie Suisse, l’associazione degli albergatori svizzeri che chiedono a gran voce un accordo di libero scambio agricolo con l’UE.

Leggi l’articolo apparso su tio.ch.

Mezzana al centro di un inquinamento del riale Raggio

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Uno spiacevole incidente ha visto coinvolta l'azienda agricola di Mezzana. Si tratta dell'inquinamento con colaticcio del riale Raggio che da Mezzana scorre verso Balerna.

Guarda il servizio andato in onda al Telegiornale di Teleticino.

Guarda il servizio con le spiegazioni del direttore dell'azienda agricola di Mezzana andato in onda al Telegiornale di Teleticino.

Polemica sul tasso fisso

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Il segretario agricolo Cleto Ferrari preferisce avviare una sterile polemica sul tasso fisso, piuttosto di riconoscere l'enorme importanza finanziaria dello strumento per tutto il settore agricolo ticinese, e costringe così Agrifutura a una circostanziata replica.

Leggi lo scambio di vedute apparso oggi sul Giornale del Popolo a pagina 23.

Agrifutura premia l’aiuto volontario

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Giovanni Berardi e Luigi Pedrazzini

Foto Maffi, CdT


Nel corso dell'assemblea di Agrifutura, durante la quale è stato ribadito il sostegno di principio al Parco del Piano di Magadino e proposto l'allestimento di un Programma di Sviluppo dello Spazio Rurale di tutto il comparto, si è proceduto all'assegnazione del Premio al merito di Agrifutura. Si è voluta riconoscere l'importanza dell'aiuto volontario che amici, conoscenti e famigliari prestano in favore delle aziende agricole per esempio durante la fienagione, la vendemmia o nell'amministrazione aziendale. Padrino d'eccezione è stato il presidente del Consiglio di Stato On. Luigi Pedrazzini che ha sottolineato l'arricchimento per la nostra società costituito dal volontariato.

Guarda il servizio andato in onda a Il Quotidiano della RSI.

Guarda il servizio del Telegiornale di Teleticino.

Ascolta le Cronache della svizzera italiana (vai al minuto 13.50).

Leggi il comunicato stampa rilasciato oggi da Agrifutura.

Leggi il discorso introduttivo del Presidente di Agrifutura Giovanni Berardi.

Leggi la scheda del Premio al merito di Agrifutura.

Leggi l'articolo apparso sul Giornale del Popolo.

Doris Leuthard: la politica agricola svizzera è un successo!

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Doris Leuthard

Dopo aver subìto il simbolico lancio degli stivali (28 pezzi a testimoniare i 28 milioni che il Consiglio federale ha stanziato "a favore" del mercato lattiero, ma che in realtà vanno a beneficio di grossi trasformatori come Nestlé, come ben spiega Uniterre, precisando i contorni dell’azione), Doris Leuthard concede un’intervista a Le Matin Dimanche, nella quale definisce un successo la politica agricola svizzera e afferma che non intende sospendere le trattative in vista di un accordo di libero scambio in campo agricolo con l’UE. Numerosi i commenti nel blog di LeMatin.

Lettera aperta di Bio Suisse a Doris Leuthard

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Bio Suisse, tempo fa, aveva concesso il proprio consenso per l’accordo di libero scambio con l’UE in campo agricolo a determinate condizioni. Ora, il comitato dell’associazione svizzera degli agricoltori bio, si sente in dovere, dietro una forte spinta della propria base, di puntualizzare il proprio sostegno all’accordo prefigurando addirittura di ritornare sulla propria decisione nel caso in cui le principali rivendicazioni non fossero soddisfatte. E Bio Suisse lo fa scrivendo una lettera aperta alla Consigliera federale Doris Leuthard, dal cui dipartimento dipende l’elaborazione dell’accordo. La lettera è apparsa sui principali organi di informazione agricoli.

Ecoballe nel Medrisiotto: comunicato Agrifutura

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Agrifutura soddisfatta per l’allontanamento delle ecoballe dal Mendrisiotto
 
Agrifutura esprime soddisfazione per la decisione del Dipartimento del territorio di allontanare entro l’11 settembre 2009 tutte le ecoballe di rifiuti depositate nel Mendrisiotto.
 
Una decisione che porterà giovamento alla popolazione e, ci auguriamo, possa contribuire a una nuova sensibilità verso un territorio, quello della Valle della Motta e adiacenze, che per molti anni è stato martoriato dai rifiuti e che ora merita miglior rispetto.
 
“Ma con questa nostra presa di posizione – afferma Giovanni Berardi, presidente dell’associazione di agricoltori ticinesi – desideriamo anche stigmatizzare il comportamento dei vertici dell’Azienda cantonale dei rifiuti che in un primo tempo avevano maldestramente tentato di far ricadere la responsabilità dei cattivi odori sugli agricoltori della zona e sui balloni di foraggio per gli animali”.
 
Anche se esteriormente i balloni di foraggio insilato sono simili alle ecoballe, non è assolutamente corretto paragonare le due cose. L’insilamento è una tecnica di conservazione del foraggio che si basa sul far acidificare la massa a valori tali da impedire l’insorgere di microrganismi patogeni e in modo che il foraggio si conservi senza degradarsi. Basilare è partire con materia prima fresca, sfalciata (erba) o trinciata (mais), e lasciata appassire per togliere umidità. Tale massa viene imballata e sigillata ermeticamente. In una prima fase si ha una fermentazione aerobica acetica che porta il pH a 4.5. Una volta esaurito il poco ossigeno, segue una fermentazione lattica che produce acido lattico e porta il pH a 4. Con questa tecnica, se ben eseguita, il foraggio conserva inalterati i valori nutritivi e risulta meglio appetibile per il bestiame. Del resto tutti noi abbiamo certamente già gustato i crauti, prodotti né più né meno che con questa tecnica. Dunque nulla a che vedere con rifiuti maleodoranti.
 
Agrifutura si augura che la buona immagine di cui godono gli agricoltori nel Mendrisiotto possa rimanere inalterata. Con impegno essi gestiscono, in un contesto non facile, il poco territorio libero da costruzioni ancora rimasto.
 
Giovanni Berardi – Presidente di Agrifutura

Prezzo del latte: è guerra dichiarata

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Agrifutura ha tradotto per voi questo comunicato di Big-M, l’organizzazione di base dei produttori di latte.
"Con l’ultimo comunicato sul prezzo del latte della VMI (in cui si dice che il prezzo è di 12 cts. al kg troppo alto) è iniziata definitivamente una nuova era nel mercato del latte svizzero. In pratica a noi produttori di latte è stata dichiarata la guerra. Il grande risveglio del settore lattiero ha probabilmente condotto le latterie a mettere da parte ogni resto di buona educazione e di ritegno nei confronti dei propri produttori. Settimana scorsa le latterie hanno pubblicato le nuove richieste di abbassamento del latte basate sul cosiddetto Indice VMI: sono richiesti ulteriori 12 centesimi di diminuzione! Le esperienze delle ultime settimane hanno mostrato che tali richieste vengono poi anche attuate, poiché nella VMI è raggruppata l’intera industria lattiera e quindi i trasformatori risultano molto meglio organizzati rispetto ai produttori. La PSL (Produttori Svizzeri di Latte) ha giustamente lanciato un appello affinché il latte svizzero non venga semplicemente smaltito sul mercato, ma che sia venduto a un prezzo adeguato al prodotto e alle condizioni di produzione. La VMI ha preso questo appello come pretesto per incolpare la PSL del sabotaggio della regolazione del settore già pianificata allo scopo di far rivoltare gli agricoltori contro l’industria lattiera. Questa è solo una logora tattica dello scaricabarile. La VMI mente spudoratamente. Non corrisponde al vero infatti che l’associazione dei produttori era d’accordo di accettare l’Indice VMI così come formulato come base per gli adeguamenti del prezo del latte. La verità è invece che si è concluso che l’Indice VMI, inutilizzabile nell’attuale forma, dovrebbe essere modificato considerando anche la variabile dei costi di produzione delle aziende agricole. Questo indice, opportunamente modificato, potrebbe in futuro servire da base per stabilire il prezzo del latte. Un fatto è certo: la VMI non è e non è mai stata interessata a una regolazione del mercato in cui tutti gli attori fossero coinvolti. La regolazione del mercato, così urgente e necessaria, non vedrà mai la luce, perchè le varie proposte vengono regolarmente sabotate e aggirate dai membri della VMI. C’è solo una regolazione che andrebbe bene alla VMI. Questa deve corrispondere ai desideri e ai diktat dei grossi distributori: i produttori devono essere disuniti ed essere rappresentati in maniera frammentata. La PSL non può nemmeno avere il ruolo di coordinatore delle organizzazioni che la compongono. Adesso sono queste le nuove regole nel libero mercato del latte! In questo contesto bisogna inserire anche la recente notizia che la Hochdorf acquisterà nuovamente latte da fornitori diretti (nessun limite di produzione e il 95% come "Linienmilch"). In questo modo si aggirano i sistemi di regolazione dei quantitativi approntati dalle Organizzazioni di Produttori (OP). Così si ridurrano eventuali decisioni dell’organizzazione settoriale a vera e propria farsa. Non bisogna essere dei veggenti per capire che in questa maniera i giorni delle OP sono ormai contati. Forse saranno ancora tenute come organizzazioni alibi grazie a qualche contratto-bavaglio, ma nel mercato non avranno più nulla da dire. Così i produttori nella buona e nella cattiva sorte saranno legati ai trasformatori. Dovranno fornire il latte, così sta scritto nei contratti, ma sul prezzo non avranno più nulla da dire. Questa è la tanto celebrata miglior collaborazione delle imprese. Ma questa collaborazione rovinerà migliaia di esistenze.
  • Big-M rifiuta qualsiasi forma di sfruttamento, anche se viene presentata in modo così accattivante e menzognero.
  • Big-M ingiunge all’industria lattiera di non più rivolgere tali provocazioni nei confronti dei produttori.
  • Big-M si batte per una produzione di latte in Svizzera che sia ecologica, economica e sociale.
  • Big-M si vede costretta a farsi obbligo di contrastare i cattivi propositi dell’industria lattiera.
  • Big-M solidarizza con i colleghi produttori di latte esteri e deciderà le misure da prendersi in stretta collaborazione con questi ultimi.
Martin Haab, copresidente Big-M
Karl Haecki, copresidente Big-M
Werner Locher, segretario Big-M"

Operazione Pomodoro: attenti a non screditare un intero settore

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di Giovanni Berardi – Presidente di AGRIFUTURA
Non può restare senza commento la notizia della denuncia di tre datori di lavoro e di sette operai agricoli nell’ambito dell’operazione denominata, forse frettolosamente, “Pomodoro” dalla Polizia. Diciamo subito che non vi è nulla da eccepire sul fatto che vengano svolti dei controlli di polizia nelle aziende agricole, come del resto anche in altri settori come quello alberghiero, nelle imprese edili e nel settore delle badanti e della prostituzione. Infatti, questi controlli si inseriscono nelle misure di lotta al lavoro nero e alla tratta di esseri umani (reato punito dal codice penale svizzero che prevede la correità e la complicità anche dei destinatari di esseri umani per sfruttamento della forza lavoro) e nell’ambito dell’applicazione della Legge federale sugli stranieri. Già l’anno scorso come associazione abbiamo informato gli agricoltori sulle regole da rispettare e recentemente si è svolta una riuscita serata informativa con i responsabili della polizia. Ma, in questa vicenda, a far specie è l’immagine fuorviante fornita all’opinione pubblica. Il primo rimprovero ci sentiamo di muoverlo verso i denunciati. Se le denunce saranno trasformate dalla magistratura in decreti di accusa e successivamente in condanne, le persone coinvolte avranno arrecato un danno d’immagine a tutti gli agricoltori che lavorano diligentemente nel rispetto delle regole legali. Una tiratina d’orecchi è destinata anche a chi ha scelto la denominazione “Operazione Pomodoro” (col rischio di screditare a torto l’intero settore orticolo) e sulle successive modalità di informazione. Il dispaccio di polizia “Inchieste Gendarmeria Territoriale Magadino” rende noto che sono state controllate tre aziende e tutte e tre sono risultate non in regola. Secondo informazioni raccolte presso numerosi agricoltori, è ormai da diversi mesi che si svolgono controlli di polizia nelle aziende agricole di tutto il cantone. Quelle sul Piano di Magadino sono state praticamente controllate quasi tutte e alcune anche 2 o 3 volte. Quindi la denuncia di tre datori di lavoro va contestualizzata nel quadro generale dei controlli, specificando che alla grandissima parte delle aziende agricole non si è potuto muovere alcun addebito. L’ultimo appunto è per alcuni rappresentanti dei media, non tanto per aver riportato la notizia, quanto per la vera e propria caccia all’uomo in corso da parte di alcuni cronisti che stanno passando al setaccio le aziende del Piano di Magadino alla ricerca di chi può essere stato denunciato. Come settore non meritiamo questo trattamento, tanto più che in questo periodo fervono i lavori nei campi, nelle serre e nei vigneti e ciò permette di fornire quotidianamente prodotti freschi e locali, come pure la cura e la gestione del territorio. D’accordo a denunciare chi non rispetta le regole, ma lasciamo lavorare tutti gli altri senza chiamare a pagare tutto un settore per le inadempienze di pochissimi!
 

Giovanni Berardi – Presidente di AGRIFUTURA

Obwaldo affitta l’azienda della scuola agricola

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Il Consiglio di Stato del Canton Obwaldo ha deciso oggi di affittare l’azienda di 14,5 ettari annessa alla scuola agricola di Giswil OW. Finora l’azienda era gestita da un impiegato dello Stato e non beneficiava dei pagamenti diretti. Il nuovo gestore (l’affitto dell’azienda sarà messo a concorso) dovrà comunque rispettare un capitolato che prevede la messa a disposzione dell’azienda per gli scopi didattici della scuola agricola. Leggi il comunicato del governo di Obwaldo.

Che sia un modello da proporre anche per l’azienda dell’Istituto agrario cantonale di Mezzana?

Fateci avere il vostro parere!

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