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Archivi categoria: prese di posizione

USC/UCT: “Agricoltori stressati ricordatevi di pagarci i contributi!”

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La saga delle trattenute, dei contributi estorti e delle deduzioni pseudo-associative ha un nuovo triste capitolo. Come segnalatoci da un fedele lettore del blog, negli scorsi giorni diversi agricoltori hanno ricevuto una singolare, quanto enigmatica lettera di richiamo che alleghiamo.

In molti, compreso il fedele lettore, hanno addirittura pagato la fattura, visto anche l’esiguo importo e che il mittente era nientemento che Identitas, ditta che si assume l’incarico di gestire a livello nazionale la banca-dati sul traffico degli animali. Insomma hanno pagato ritenendo che potesse trattarsi per esempio del pagamento di una partita di marche auricolari. Tuttavia analizzando in un secondo tempo la missiva, il malcapitato si è reso conto che se non siamo di fronte a una truffa legalizzata, poco ci manca.

1. Innanzi tutto, la lettera configura un vero e proprio (e formale) richiamo di pagamento.

2. La lettera inizia con un’esplicita allusione allo stress che vivono gli agricoltori e dunque non poteva avere incipit peggiore con una mancanza di rispetto verso una categoria che non ha attualmente vita facile, al contrario di chi ha i piedi al caldo dietro le scrivanie delle varie organizzazioni di organizzazioni di enti affiliati.

3. Poi prosegue colpevolizzando i destinatari, rei di non essersi ricordati di pagare una fattura (il cui pagamento dipende in tutto e per tutto dalla volontà del singolo e non è assolutamente obbligatorio!!!).

4. In questo delirio di mancanza di rispetto, gli estensori della missiva si permettono di enumerare i giorni di ritardo, mentre la tabella indica pure una casella “Ultimo richiamo”, quasi che dopo di ciò si proceda all’esecuzione forzata.

5. Chi credeva che, come nei migliori raggiri, il mistero si celasse fra qualche apostilla scritta in minuscolo a fondo pagina, si sbagliava di grosso. Infatti, il trabocchetto è svelato in alto a destra sotto “Nostra referenza”, dove gli estensori, rigorosamente in tedesco (affinchè non si capisca?), spiegano agli agricoltori italofoni il motivo del richiamo: SBV-Verbandsbeiträge, ovvero Contributi associativi USC, che sta per Unione svizzera dei contadini.

CONCLUSIONE:

La fattura richiamata è quella relativa ai contributi volontari per l’USC che ognuno è libero di pagare o meno all’Unione svizzera dei contadini. Come già avviene per le trattenute UCT sui pagamenti diretti, questi contributi non danno diritto a nessuna rappresentanza in assemblee o gremii di contadini. In pratica, si paga senza avere diritto di voto.

Per maggiori info (si legge nella lettera) ci si può rivolgere al segretariato dell’Unione Contadini Ticinesi che dunque va lodata per la sua coerenza nel difendere i costrutti antidemocratici di prelievo di contributi messi in atto da diverse organizzazioni agricole. La stessa UCT, ancora nel 2018, è addirittura la più antidemocratica di tutte le organizzazzioni cantonali, poiché formalmente è formata esclusivamente da enti affiliati e dunque non annovera nemmeno uno che sia uno membro individuale. Preleva i contributi ai contadini, ma di farli votare all’assemblea non ci pensa minimamente. Complimenti! Evviva la democrazia!

 

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OPINIONE: Agricoltori per il Parco Nazionale del Locarnese

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Carta del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese – Informazione e partecipazione

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Consultazione del Decreto di protezione delle golene del Brenno

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golene brenno

Presa di posizione di Agrifutura nell’ambito della consultazione sulla revisione parziale della legge cantonale sull’agricoltura

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consultazione legge

Clicca sull’immagine per scaricare la presa di posizione completa elaborata da Agrifutura in occasione della riunione fiume del 5 giugno 2014.

Rassegna stampa dell’Assemblea 2014 di Agrifutura

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Premio al merito 2014 - 1Il momento della consegna del Premio al merito di Agrifutura con, da sinistra, il Consigliere di Stato Avv. Claudio Zali, Direttore del Dipartimento del Territorio (padrino della consegna del premio), Marcel Bisi, Presidente della Pro Verzasca, membro e segretario della GLATI (Federazione degli artigiani del Ticino) e ricercatore SUPSI (progetto per la valorizzazione della lana indigena) e Giovanni Berardi, Presidente di Agrifutura.
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Leggi il comunicato stampa di Agrifutura.

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Guarda il Servizio di Paolo Bobbià andato in onda a Il Quotidiano della RSI (clicca sul testo in blu).

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Leggi l’articolo apparso su Ticinonews.ch.

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Ascolta il Servizio di Gabriele Borer andato in onda alle Cronache Regionali della Rete Uno (vai al minuto 12:00).

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Guarda il Servizio di Eleonora Onorari andato in onda al TG di Teleticino.

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Leggi l’articolo apparso sul Giornale del Popolo.

Uno sfratto intollerabile

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In relazione alla notizia dello sfratto della famiglia Arcioni di Bosco Gurin (notizia riportata dal portale Ticinonline e pure dal sito della Radiotelevisione della Svizzera italiana) di seguito pubblichiamo la presa di posizione integrale di Agrifutura.

capre arcioni

Uno sfratto intollerabile!

Crediamo che a memoria di agricoltore, mai in Ticino si sia assistito allo sfratto di una famiglia contadina e di tutto il loro bestiame nel bel mezzo dell’inverno. E, ironia della sorte, men che meno nel villaggio situato alla maggiore altitudine di tutto il Canton Ticino, dove d’inverno si possono avere anche 2-3 metri di neve. Il primo pensiero va alle persone toccate alle quali esprimiamo la nostra piena solidarietà. Se necessario, saremo al vostro fianco anche con un presidio per impedire questa assurdità. A questo proposito è utile ricordare che qualsiasi legge agricola tiene conto delle particolarità del settore e, ad esempio, fa coincidere la fine di un contratto con un termine primaverile o autunnale, ovvero all’inizio o alla fine della stagione, ma mai in pieno inverno! In secondo luogo, rivolgiamo un appello al proprietario, che fra l’altro è un ex-dirigente dell’Unione Contadini Ticinesi e attualmente insegna alla scuola agraria di Mezzana, affinché valuti da vero signore la situazione e conceda più tempo per sistemare tutta la vicenda che si risolverà con la costruzione della stalla della famiglia Arcioni. Fra l’altro, un atto di signorilità a questo stadio non farebbe altro che confermare la fama degli agricoltori come persone in grado di risolvere col dialogo reciproco e bonalmente anche le situazioni più intricate. Terza e ultima considerazione: gli aspetti giuridico-amministrativi dovranno in futuro essere al centro dell’attenzione della consulenza agricola e della Sezione dell’agricoltura. Una situazione contrattuale chiara evita conflitti. A che serve conoscere in dettaglio le norme di concimazione dei prati, se poi gli agricoltori inciampano sulle questioni giuridico-amministrative? E, purtroppo, anche a causa della specificità del settore agricolo e delle innumerevoli leggi che lo reggono, in Ticino di avvocati delle cause perse in questo ambito ne esistono molti. E anziché risolvere le situazioni, le aggrovigliano.

 

Giovanni Berardi – Presidente di Agrifutura

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