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Archivi categoria: persone

In memoria di Giovanni Boggini

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Concorso assunzione segretaria/o al 20-30% di Bio Ticino

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In memoria di Sergio Scalmanini

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Il mondo vitivinicolo ticinese, incredulo e sgomento, piange l’improvvisa e tragica scomparsa di

Sergio Scalmanini

Sergio Scalmanini era direttore della Cantina di Giubiasco CAGI SA, della quale, per lunghi anni, fu enologo al fianco del compianto Adriano Petralli. A lui, fra l’altro, si deve la nascita degli spumanti “Bucaneve Brut” e “Malizia Extra Brut”, creati nell’ambito della diversificazione della produzione enologica.

Agrifutura esprime a tutti i famigliari le proprie sentite condoglianze.

 

In memoria di Mauro Gendotti

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Agrifutura è vicina alla Famiglia Gendotti, in particolare alla moglie Melania, ai figli Sabrina e Pietro e al fratello Gabriele e ai parenti tutti per la scomparsa di

Mauro Gendotti

ed esprime a tutti i famigliari le proprie sentite condoglianze. I funerali avranno luogo oggi martedì 21 gennaio 2020, alle ore 14.30 nella Chiesa di San Giorgio a Prato Leventina.

Mauro Gendotti era veterinario di condotta per la Leventina e profondo conoscitore degli alpeggi e dei suoi formaggi. Attivo come vicepresidente della Società ticinese di economia alpestre (STEA), ha contribuito appassionatamente alla divulgazione di saperi e conoscenze legate al formaggio d’alpe e al mondo dell’alpe.

In memoria di Sergio Monti

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Agrifutura è vicina alla Famiglia Monti, in particolare alla vedova Irina, ai figli Ivo e Delio con le rispettive famiglie per la scomparsa del caro marito, padre e nonno

sergio monti

Sergio Monti

ed esprime a tutti i famigliari le proprie sentite condoglianze. I funerali avranno luogo sabato 28 dicembre 2019, alle ore 15.00 nella sala delle cerimonie del Tempio crematorio di Lugano.

Sergio Monti è stato un instancabile ed entusiasta promotore e dirigente di importanti associazioni agricole ticinesi e nazionali, in primis della Federviti di cui fu presidente per ben 17 anni. Sarà ricordato in particolare per la sua indefessa e strenua difesa del giusto reddito per il viticoltore e per il suo prezioso contributo nella creazione di una piattaforma di dialogo fra produttori e vinificatori. Sergio Monti rappresenta quella categoria di viticoltori di provenienza extra-agricola che hanno saputo partire dal nulla bonificando terreni abbandonati, vignandoli e producendo vini che puntassero alla qualità, il tutto mantenendo quella laboriosità manuale propria del viticoltore eroico di collina. Sergio Monti merita la riconoscente gratitudine del mondo viticolo. Un estratto di quanto ha fatto per il settore lo si può conoscere leggendo il suo ultimo rapporto all’assemblea della Federviti che riportiamo integralmente di seguito:

“Nel 1989, dopo 17 anni di determinante contributo per la salvaguardia del patrimonio viticolo cantonale, Alfonsito Varini, terzo presidente della Federviti (fondata nel 1949) e delegato a Berna in seno alla Commissione federale viti-vinicola, propone la mia candidatura quale suo subentrante in tutti gli impegni da lui svolti, mantenendo da giornalista e appassionato, il suo valido apporto informativo settimanale sull’Agricoltore Ticinese.

La sua proposta venne ratificata dall’ Assemblea generale della Federviti e la mia attività a presidente ebbe inizio l’8 luglio 1989.
La vice presidenza fu mantenuta da Eros Walter, già attivo dal 1976 nel settore, esperto organizzatore delle attività legate alla diffusione del sapere viti-vinicolo del Cantone e della Mesolcina; segretaria venne nominata l’Ing. Monica Bacciarini.
A partire dagli anni Novanta e dopo i festeggiamenti del 40.mo del Marchio Viti, occorreva dare nuovo vigore (attraverso la Proviti fondata nel 1984) alla divulgazione e alla conoscenza dei nostri vini, occorreva ridisegnare i nostri territori, rimodernare le cantine di lavorazione (sempre più frequentate da un vasto pubblico interessato a questo sviluppo, sia economico che culturale) e sostenere chi con passione ma difficoltà lavorava i nostri ronchi.
Parallelamente cresce l’interesse per valorizzare il sistema di coltivazione secondo i dettami della Produzione Integrata (detta PI), sostenuta dalle ricerche e sperimentazioni del ticinese dott. Mario Baggiolini e diffuse alle Sezioni da parte della Commissione tecnica della Federviti.
Da 15 anni il 50% della produzione cantonale è ottenuto seguendo i metodi ecologici della PI, ma ancora oggi queste uve non godono di una differenziazione di prezzo rispetto alle altre.
Argomento che merita una riflessione al nostro interno per poi discuterlo in seno all’Interprofessione.
Sempre in questo periodo iniziale delle mie attività, si è sentita la necessità di fondare a Berna un’associazione mantello per la tutela degli interessi politici delle associazioni viticole svizzere già attive da tempo nei vari Cantoni.
Nata negli anni Novanta come Conferenza delle regioni viticole svizzere da me presieduta, l’associazione viene assorbita qualche anno dopo dalla fondazione della Federazione svizzera dei viticoltori con sede a Berna; Federazione che ho diretto per 5 anni.
Oggi è presieduta dal viticoltore vallesano Georges Emery. A P.Yves Felley, primo direttore della Federazione, va il mio pensiero di gratitudine per il proficuo lavoro svolto dal 1990 al 2005 e per la collegialità e competenza dimostrata in questo lungo periodo di attività a salvaguardia degli interessi viticoli nazionali.
La Federazione è diretta oggi dalla signora Ing. Monique Perrottet Richard la quale ha l’impegnativo compito, oltre a quello di coordinamento dell’associazione, di riorganizzazione all’interno della Interprofessione del vino Svizzero (dossier politica agricola 2011, formazione professionale, Inteprofessione svizzera del vino e promozione dei vini svizzeri).
Tornando alle attività cantonali degli anni Novanta, che vedono l’introduzione e la valorizzazione dei metodi della Produzione Integrata coordinate dagli Ing. Stefano Haldemann e Ing. Monica Bacciarini Rossi, la Federviti, nel 1998, incarica l’Ing. Marco Rossi di Sementina di redigere un rapporto sullo “Stato nutrizionale dei suoli viticoli del Canton Ticino e della Mesolcina”, studio che ha permesso un nuovo approccio sul problema della alimentazione dei nostri vigneti da parte della nostra commissione tecnica e preludio alla preparazione, a partire dal 2005, dello Studio dei terroirs viticoli, teatri naturali di grande impatto paesaggistico.
Lavoro che ha coinvolto un centinaio di viticoltori e specialisti internazionali coordinati dall’Ing. Cristina Monico la quale ha fatto il punto della situazione a fine 2006.
I lavori prevedono tre fasi di studio; gli studi sulla cartografia dei suoli, quello sul clima e quello sul comportamento della vite e qualità del vino nelle differenti condizioni pedoclimatiche del Canton Ticino.
Sono state selezionate 25 parcelle le cui uve sono state vinificate separatamente lo scorso autunno per la prima volta, presso la cantina sperimentale Agroscope Changins-Wädenswil; un lavoro che si protrarrà per tre anni e comporterà, oltre alle degustazioni, lo studio dei controlli agronomici e la determinazione dello stato idrico della pianta.
È la prima volta che si effettua uno studio dei nostri terroirs dove la mano dell’uomo e la provenienza diventerà una ulteriore garanzia di qualità e del valore del vino prodotto.
La gran parte del finanziamento di questo importantissimo lavoro di oltre Fr. 160’000 franchi è stato finanziato dalla Federviti grazie a una raccolta di fondi che dovrà continuare ancora fino al 2009.
Ecco come si esprime la relatrice Ing. Cristina Monico nel suo rapporto intermedio del 16.12.06:
“L’originalità dello studio è di aver potuto integrare tutti gli aspetti che riguardano i terroirs, partendo dal suolo e dal clima per finire con la reazione della vite e la qualità finale del vino prodotto.”
Un’altra importante collaborazione ci viene assicurata da anni, dagli esperti della Scuola di Changins, del Centro Agroscope Changins-Wädenswil Cadenazzo e dalla Scuola agraria di Mezzana.
L’ing. Francois Murisier e l’ing. Giorgio Jelmini, ora al beneficio della pensione, l’ing. Mauro Jermini nuovo responsabile del Centro Agroscope Changins-Wädenswil Cadenazzo, Mirto Ferretti tecnico viticolo, il presidente della Fondazione della Scuola di Changins Gianni Moresi, il consulente viticolo ing. Matteo Bernasconi e il direttore della Scuola agraria di Mezzana sig. Pierangelo Casanova, hanno contribuito a portare a livelli professionali la viticoltura del Cantone e della Mesolcina.
A coronamento di queste molteplici iniziative della Federviti e dei suoi esponenti e sostenitori, emergono le numerose energie profuse nel Cantone e in Svizzera nell’ambito dei festeggiamenti del Centenario del Merlot “COME 06” guidati dal suo presidente Eros Walter assistito dalla professionalità della segretaria Sabrina Princigalli e l’attiva e precisa collaborazione dell’Ing. Michele Piffaretti, unitamente al giornalista Alessandro Pesce che contribuisce da 15 anni a far conoscere le attività della Federviti.
Tutte le Sezioni della Federviti, le regioni viticole, la stampa scritta e parlata hanno dato lustro a questo anniversario e hanno fatto conoscere al mondo le qualità particolari della nostra terra millenaria e dei nostri vini.
A coronare questa ricorrenza cito la conferenza di grande interesse sulla DOC di aprile a Sessa; ospiti il Direttore generale onorario dell’OIV di Parigi Robert Tinlot, il Dr. Christian Taborek del Ministero austriaco dell’agricoltura, di Raul Renou presidente dell’Istituto nazionale delle appellazioni di origine di Francia e di Frédéric Rothen responsabile dell’economia vinicola presso l’Ufficio Federale dell’Agricoltura di Berna.
Il convegno è stato organizzato dall’Atelier dei viticoltori della Valle della Tresa e l’Associaione Villa Orizzonte di Castelrotto. Complimenti.
In settembre, quale vertice degli incontri viticoli, Lugano ha ospitato per 2 giorni il Simposio internazionale patrocinato dall’OIV di Parigi durante il quale si è dibattuto sulle diversità del vitigno Merlot, degli aspetti eco-fisiologici, patologici, lo studio in corso del terroir, dei modelli di parametri climatici e accenni sul clima, sugli aromi e del controllo dei fenomeni colloidali nell’affinamento dei vini Merlot, del marketing, della comunicazione, dell’architettura e cultura vinicola e della regione spagnola del Priorat, “du jamais vu” per il nostro Cantone.
“A chi sa ascoltare racconta ancora la storia di un Ticino di ieri” Inizia così la presentazione del libro Merlot del Ticino 1906-2006 che ha ricevuto il Premio Lanson da parte dell’omonima ditta produttrice di champagne;
250 pagine di storia dei pionieri Pietro Vegezzi, Giovanni Rossi, Alderigo Fantuzzi, Giuseppe Paleari, Guido Calgari, Mario Baggiolini, Carlo Castagnola; poi archeologia, storia del Merlot, dall’acino al vino, personalità, architettura e cultura vinicola, formazione continua in viticoltura, racconti e curiosità e l’elenco dei produttori.
A fine 2006 la nostra iniziativa ha visto le vendite salire ai 4000 copie e già si pensa ad una ristampa. Un sentito ringraziamento va all’ing.Carlito Ferrari e a chi ha collaborato alla riuscita di questo documento di storia.
Ecco quanto mi segnala l’ing.Cristophe Von Ritter, estimatore delle nostre attività:
“Tutto ciò a cui dedichiamo nella nostra vita inizia con un’emozione.
Questa emozione dei pionieri del Merlot e di tutti coloro che hanno contribuito alla sua storia, traspare in questo magnifico libro dedicato ai 100 anni del merlot in Ticino.
Un libro completo, equilibrato, ben illustrato e facile da consultare nel quale i meriti sono distribuiti equamente, senza eccessi.
Questa opera di referenza, che non dovrebbe mancare nella biblioteca dell’Amico del Vino, ha inoltre il grande pregio di onorare il contributo delle donne, sempre più numerose a sostenere la causa del Merlot.
Gli enofili saranno infine sorpresi nell’apprendere che prima della moda del merlot “light”, iniziata alla fine degli anni Sessanta, il Merlot del Ticino fosse un vino alquanto strutturato, non molto diverso da quelli vinificati oggi.
“Nel nostro mestiere, comprendere le ragioni che hanno condotto i nostri predecessori a fare certe scelte, è un segno di saggezza” Jean Pierre Perrin, Cancelliere dell’Accademia Internazionale del Vino”.
Non tutti sono concordi a riconoscere l’impegno dei collaboratori alla riuscita dei festeggiamenti del Centenario, la maggior parte volontari.
Inaspettata e fuorviante è la lettera del 12 settembre distribuita a tutti i presidenti sezionali della Federviti, firmata dal presidente della Ticinowine signor Guido Brivio, che dice:
“ Troppo impegno a curare la parte culturale del vino ticinese piuttosto che quella commerciale”.
Personalmente la ritengo una caduta di stile e un attacco alla Federviti e a chi lavora benevolmente da anni per sollevare e mantenere alta l’immagine della viticoltura del Cantone e del suo sempre più grande “Merlot”.
A questo proposito vorrei far notare che, al di là di ogni considerazione sulla buona fede della persona, mi sembra comunque un’incongruenza palese il fatto che il presidente dell’organo di promozione del vino ticinese sia contemporaneamente uno dei più grossi commercianti di vino del Cantone.
Questo doppio incarico genera un conflitto di interessi evidente.
Mi sembra inoltre inutile impegnarsi e sforzarsi in tutte le maniere per promuovere il vino se poi in altra sede ci si batte per erodere il già bassissimo reddito dei viticoltori mettendo in pericolo la sopravvivenza stessa dei vigneti e di conseguenza minare alla base l’esistenza stessa del mondo viti-vinicolo in Ticino. Giudichi il lettore.
“La comunicazione del Merlot in Ticino”
In questo contesto è importante segnalare anche la ricerca curata dal Prof. Francesco Lurati e dalla sua collaboratrice Dott.ssa Zamparini, dell’Istituto per la comunicazione aziendale dell’Università della Svizzera Italiana; è un ritratto dell’immagine del Merlot del Ticino così come è proiettata dai produttori vinicoli tramite la loro attività di comunicazione.
L’intervento del Dott. Lurati già presentato durante il simposio di settembre è stato presentato anche ai soci Federviti nell’ambito delle attività culturali di fine 2006.
Ora tocca alla Interprofessione e alle case vinicole in prima linea far tesoro di questo grande lavoro degli esponenti dell’Università ticinese e far conferire alla Ticinowine le menti e le capacità manageriali per mantenere alto il livello del nostro Merlot. Signor Guido Brivio ne prenda nota.
Prima di lasciare la presidenza in seno alla Federviti cantonale e alla Federazione Svizzera dei viticoltori a Berna come vicepresidente, gradirei esprimere qualche considerazione, ribadendo che tutta l’attività di cui abbiamo parlato in precedenza ci onora.
Le vendite del Merlot durante il 2006 sono salite del 28.% ma il risultato finanziario per il viticoltore è colmo di angoscia; Fr. 3.52 al kg con una diminuzione che in due anni ha fatto perdere ai produttori il 19% di introito.
A questa ingiustizia morale e economica, sostenuta da numerosi vinificatori acquirenti delle nostre uve, il vostro presidente e i viticoltori non possono restare indifferenti a un degrado economico di questa ampiezza.
Contiamo sull’Interprofessione ticinese del vino, sul suo presidente e sulle persone di buona volontà, per mettere un freno a questa arroganza che, volutamente o inconsciamente, mira a emarginare e impoverire chi mantiene e cura i nostri gloriosi mille ettari di vigna in gran parte coltivati a Merlot.
Chiudo le mie considerazioni trascrivendo quanto, nel 1908, il dott. Giovanni Rossi di Castelrotto affermava rivolgendosi ai viticoltori ticinesi:
“A chi mettesse in dubbio le nostre asserzioni sappiamo opporre a tempo e luogo il frutto non solo delle esperienze altrui ma anche delle nostre. Sappiamo crearci dei proseliti che associno l’entusiasmo per uno splendido avvenire viticolo. E soprattutto studiamo e impariamo.”
Con simpatia agli associati, ai presidenti sezionali, a tutti chi ancora credono alla salvaguardia della viticoltura per altri cento anni.
Il vostro Presidente Sergio Monti”

Ricerca fondi per un particolare progetto di caseificio in Valle di Blenio

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Per maggiori dettagli: https://wemakeit.com/projects/eine-quantenkaeserei

 

In memoria di Carlo Cattori

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Agrifutura è vicina alla Famiglia Cattori, in particolare alla vedova Anita, ai figli Luigi e Claudio, ai nipoti Mattia e Davide, come pure al fratello Renzo per la scomparsa del caro marito, padre, nonno e fratello

Carlo Cattori

ed esprime a tutti i famigliari le proprie sentite condoglianze.

Carlo Cattori è stato un instancabile ed entusiasta promotore e dirigente di importanti associazioni agricole ticinesi. Sarà ricordato in particolare per il suo prezioso contributo nella creazione e conduzione delle infrastrutture legate alla raccolta e allo smercio di prodotti ortofrutticoli ticinesi.

Gotthard Open 2017: la campionessa è Blooming Floh di Martin Wallimann, Alpnach Dorf (OW)

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Ecco i verdetti dell’edizione 2017 del Gotthard Open che ha visto salire sul podio più alto Blooming Floh di Martin Wallimann, Alpnach Dorf (OW).

Nel video puoi guardare integralmente la scelta da parte del giudice Daniel Gisler di Bürglen (UR).

Scarica le classifiche cliccando sul testo in blu oppure guarda la galleria di foto pubblicata dallo Schweizer Bauer.

BUON NATALE!

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AGRIFUTURA augura a tutti voi un Buon Natale 2016 proponendovi la semplicità del racconto della nascita di Gesù Cristo.

In memoria di Verena Feitknecht-Reber

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Agrifutura è vicina alla Famiglia Feitknecht, in particolare al marito Alberto, al figlio Ulrico con al moglie Rosa e ai nipoti Adrian, Thomas, Ana Cristina e Michael per la scomparsa della cara moglie, mamma, suocera e nonna

Verena Feitknecht-Reber

 

ed esprime a tutti i famigliari le proprie sentite condoglianze.

Gotthard Open 2016: la campionessa è Orchis di Thomann Gaudenz + Silvia, Vilters SG

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Sono ormai caduti i verdetti dell’edizione 2016 del Gotthard Open che ha visto salire sul podio più alto Guda BS Laredo ORCHIS di Thomann Gaudenz + Silvia di Vilters (SG).

Suggestiva la scelta da parte del giudice Mathias Suess di Andwil (SG) con tanto di musica e suspence (vedi video).

Scarica le classifiche cliccando sul testo in blu oppure guarda la galleria di foto pubblicata dallo Schweizer Bauer.

In memoria di Paolo Alberti

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Agrifutura è vicina ai famigliari per l’improvvisa scomparsa di

Paolo Alberti

casaro dell’Alpe Piora conosciutissimo in tutta la Valle Leventina

e porge le proprie condoglianze.

 

Paolo Alberti, casaro Alpe Piora 2015

Fonte dell’immagine: RSI in cui Paolo Alberti è ritratto assieme a Lara Montagna in occasione di un’intervista per “L’Ora della Terra”.

 

In memoria di Eros Verdi

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Agrifutura si unisce al dolore dei famigliari per l’improvviso decesso di

Eros Verdi

(docente e formatore, appassionato costruttore di muretti a secco, responsabile della Commissione cultura della Federviti)

Il mondo agricolo serberà un ricordo positivo dell’entusiasmo e della passione di Eros Verdi, in particolare per la viticoltura e per i corsi di muretti a secco e lastricati. Ai parenti giungano le nostre più sentite condoglianze.

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Riprendiamo qui di seguito il necrologio apparso su tio.ch 

 

È morto Eros Verdi, il docente dalle mille passioni

Agricoltura, edilizia, fotografia, il 56enne era una vera e propria enciclopedia della vita rurale

Articolo di PM
Eros Verdi ritratto da Massimo Pedrazzini nel 2014 per il settimanale Cooperazione

LOCARNO – Se n’è andato improvvisamente a soli 56 anni. Eros Verdi, docente dalle mille passioni, si è spento nella giornata di ieri, martedì. I suoi interessi spaziavano dall’agricoltura all’edilizia. La sua macchina fotografica era un oggetto da cui si separava raramente. Verdi veniva spesso consultato, dai media ma anche da ricercatori e studenti, per le sue innumerevoli conoscenze nell’ambito della vita rurale.

Insegnante per apprendisti muratori e gessatori, Verdi non aveva mai abbandonato il suo amore per la viticoltura, dovuto alle sue origini contadine. I suoi corsi sui muri a secco erano conosciuti in tutta la Svizzera italiana. E nel 2005 erano stati premiati addirittura con un riconoscimento da parte dell’Unesco.

Sposato con Elena, Verdi aveva tre figli: Giovanna, Federico e Alice. La sua salma può essere visitata nella camera mortuaria accanto alla chiesa di Verscio, il luogo dove è nato e cresciuto. Proprio a Verscio, giovedì alle 10, si terrà il suo funerale.

Inizia oggi, alle 18.05 su RSI LA1, “Cucina nostrana” il docu-reality che avrà come protagonista per il Ticino Adrian Feitchnecht

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cucina nostrana

Inizia stasera alle 18.05, su RSI LA1, il programma “Cucina Nostrana”. Si tratta di un docu-reality incentrato sulla tradizione culinaria svizzera. Vi partecipano 7 concorrenti di estrazione rurale provenienti da tutta la Svizzera che a turno invitano gli altri partecipanti per una visita sulla loro azienda e preparano loro un succulento pranzo. Per il Ticino il concorrente sarà Adrian Feitknecht di Cadenazzo. Clicca sulla foto per collegarti al sito RSI con maggiori info sulla trasmissione.

È deceduto Adriano Petralli, direttore della Cantina di Giubiasco

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Sta avendo vasta eco la mesta notizia dell’improvvisa e prematura scomparsa di

Adriano Petralli

Direttore della Cantina di Giubiasco CAGI SA e Presidente dell’Interprofessione della vite e del vino ticinese IVVT

Adriano Petralli

Adriano Petralli è stato colto da un malore mentre si trovava all’estero. Agrifutura, esprimendo i sentimenti del mondo viticolo, si stringe attorno alla vedova Michela Delcò Petralli e alle figlie in questo doloroso momento ed esprime le prorie condoglianze. Di Adriano tutti serberanno un ricordo positivo di persona competente e di fine tessitore di ponti fra gli attori del settore vitivinicolo ticinese.

OPINIONE – Marco Togni: per un effettivo bovino esente da Staffilococco aureo, genotipo B

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staffilococco aureus

“Fa mia ul bergum”, documentario di Bruno Bergomi su RSI LA1, domenica 15 febbraio 2015 alle 20.40

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bergum

In memoria di Nella Mozzini Walter

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Agrifutura è vicina ai famigliari, in particolare al marito Silvano e al figlio Roberto con le rispettive famiglie, per la scomparsa di

 

Nella Mozzini Walter

 

e porge le più sentite condoglianze.

Nella Mozzini

In memoria di Tosca Gianotti

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Agrifutura è vicina ai congiunti per il decesso di

Tosca Gianotti

persona amabile che si è impegnata molto e con successo nel mondo associativo agricolo, in particolare quale membro di comitato di Bio Ticino e di ConProBio. Ai famigliari porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

 

Tosca Gianotti

Tosca CPB

OPINIONE – I ticinesi vogliono questo Parco!

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La raccolta in meno di 2 mesi di quasi 15’000 firme per l’iniziativa popolare “Spazi Verdi per i nostri figli” non può lasciare indifferenti i nostri politici. La salvaguardia del territorio ed un suo uso sostenibile godono senza dubbio dell’appoggio di moltissimi ticinesi. L’iniziativa farà il suo corso e certamente il popolo dovrà pronunciarsi in merito. Ma, già in questi giorni, i politici del nostro Cantone avranno l’occasione di dimostrare di essere sulla medesima lunghezza d’onda della popolazione e di chi ha firmato l’iniziativa “Spazi Verdi”. L’importantissimo banco di prova è costituito dall’istituzione del Parco del Piano di Magadino sulla quale il Gran Consiglio si pronuncerà proprio mercoledì o giovedì prossimi. Un progetto la cui elaborazione ha necessitato di diversi anni ed ha comportato l’ampio coinvolgimento di tutta una serie di attori. Così, Comuni, Associazioni, Enti ed operatori del territorio hanno concordato assieme al Cantone un modo condiviso da tutti per riuscire a dare un futuro sostenibile ai circa 2’500 ettari del Piano di Magadino. Un futuro fatto in primis di attività agricola, ma anche di tutela di spazi naturali e di fruizione da parte di turisti e della popolazione per il proprio svago. Non è stato sicuramente facile mettere d’accordo tutti, ma, oggi, in un contesto geografico limitato come il nostro Cantone, è impensabile portare a compimento qualsiasi progetto di ampia portata senza percorrere la strada del consenso fra tutti gli attori in campo. Proprio per questo, il Gran Consiglio, se dirà di SÌ al Parco del Piano di Magadino, dimostrerà di approvare in primis la metodologia scelta per giungere alla sua istituzione. Cioè dirà SÌ alla via della concertazione, l’unico modo per assicurare a questo Cantone uno sviluppo qualitativo non solo su questo, ma anche su altri fronti.

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Giovanni Berardi – Presidente di Agrifutura

In memoria di Ofelia Solari

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Agrifutura è vicina a Chiara Solari-Storni con Brunello e i figli Marta e Deepak per la perdita della cara mamma

Ofelia Solari

In memoria di Maria Belometti

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Agrifutura è vicina ai figli Alessandro, Mario, Serafino, Luigi, Franco e Antonio con le rispettive famiglie per il decesso avvenuto a Genestrerio – La Colombera della cara mamma

 

Maria Belometti

ved. Francesco – nata Zanini

In memoria di Tiziano Pagani

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Agrifutura è vicina alla famiglia, ai parenti e al mondo orticolo per l’improvvisa scomparsa di

Tiziano Pagani

apprezzato orticoltore di Ligornetto, nonché per molti anni formatore di apprendisti orticoltori. Proprio uno di questi apprendisti che egli ha istruito lo ricorda così:

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Ul mè maestru

Ricordo la prima volta che ti ho visto, io ragazzino che riusciva con fatica ad alzare una cassa di pomodori e tu grande e grosso come Bud Spencer. Io volevo diventare un orticoltore e insieme a te ci sono riuscito.

Giornate interminabili di lavoro ma, anche se stanchi, trovavamo sempre un momento per riderci sopra, quanti momenti belli e brutti abbiamo passato. Quante te ne ho combinate e tu “ ta meti a pan e pessìtt”.

In questi tristi momenti mi ricordo uno dei miei primi compiti aprire e chiudere le porte dei tunnel, dicevi d’estate quando tu hai caldo i pomodori stanno bene quindi apri, d’autunno apri prima che si formano le gocce di condensa altrimenti le gocce cadono sull’insalata e non va bene. Oggi sull’insalata sono cadute delle gocce ma erano gocce di lacrime, sparite cosi velocemente in cielo in quel cielo che guardavamo all’ inizio e alla fine di ogni giornata.

Pagan anche oggi sei riuscito a farmi sorridere quando sono passato vicino al magazzino e ho visto dentro tutto quel casino, la sola cosa che non sei riuscito ad insegnarmi era l’ordine, ma son contento così perché come dicevano i nostri amici l’è l’apprendista dal Pagan. Ciao Tiziano

Cari, Elena,Sabrina e Luigi il vostro dolore è anche il nostro, a voi e alle vostre famiglie vanno le nostre piu’ sentite condoglianze.


L’apprendista dal Pagan

 

Nuovi diplomati come agricoltore, orticoltore e viticoltore AFC

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agricoltore afc

orticoltore afc

viticoltore afc

Inizia la trasmissione “Dîner à la ferme”, ogni venerdì alle 20.15 su RTS 1

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Inizia stasera alle 20.15 su RTS1 e durerà per 8 venerdì di seguito la trasmissione “Dîner à la ferme” della Television Suisse Romande. Fra i protagonisti pure il presidente di Agrifutura Giovanni Berardi. La trasmissione riguardante il Ticino andrà in onda venerdì 5 dicembre 2014, alle 20.15.

Cliccando sulla foto potete collegarvi al sito ufficiale del “Dîner à la ferme” che vi fornirà le informazioni in merito alle repliche e attraverso il quale sarà possibile vedere i vari episodi.

 

In memoria di Monica Moriggia e della piccola Alice

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Agrifutura è vicina ai famigliari per la tragica scomparsa di

Monica Moriggia

e della piccola Alice

 

In ambito rurale Monica era conosciutissima. Sempre presente alla Fiera di San Provino ad Agno con diverse specialità, alcune delle quali di sua propria invenzione, Monica era un’apprezzata e appassionata casara. Porgiamo ai congiunti, in particolare ai genitori, al fratello e al compagno di Monica e al papà della piccola Alice, le nostre più sincere condoglianze.

In memoria di Luciano Paparelli

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Agrifutura è vicina ai congiunti per il decesso dell’alpatore e socio

 

Luciano Paparelli

 

ed esprime le proprie condoglianze.

In memoria di Luigi Devittori

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Agrifutura è vicina ai famigliari e ai collaboratori per la scomparsa dopo lunga malattia dell’amico e socio

 

Luigi Devittori

agricoltore e alpatore

ed esprime le proprie sincere condoglianze ai congiunti.

In memoria di Luciano Mocettini

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Agrifutura esprime ai famigliari le proprie condoglianze per l’improvvisa scomparsa di

Luciano Mocettini

orticoltore

In memoria di Luciano Mocettini

Parco del Piano di Magadino: Maggi sbatte la porta

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maggi

Come riferisce Ticinonews.ch, si susseguono in Ticino gli episodi di rappresentanti politici che abbandonano riunioni in modo polemico.

Dopo l’improvviso addio del consigliere di Stato Claudio Zali all’assemblea dei cacciatori di sabato scorso, oggi è il deputato dei Verdi Francesco Maggi ad essersi reso protagonista di un episodio simile.

Maggi ha abbandonato la riunione di stamattina della Commissione della pianificazione mentre si discuteva del progetto di Parco del Piano di Magadino.

Più che discuterlo, secondo Maggi, lo si stava impallinando.

“Dopo due anni di lavoro, estenuanti tira-molla, esauriti i pretesti per guadagnare altro tempo, sono usciti allo scoperto i cecchini” afferma Maggi. “Lega, UDC e la maggioranza di PPD e PLR hanno chiaramente fatto capire che non intendono approvare il Parco del Piano di Magadino. Secondo loro la priorità è il collegamento veloce A2-A13 per Locarno, anche a costo di ripescare la famigerata Variante 95.”

“Non è bastato ricordare loro che nel settembre 2007 la maggioranza del popolo ticinese aveva detto NO a un tracciato sul Piano e ribadito l’importanza del Piano per l’agricoltura, la natura e lo svago” aggiunge il granconsigliere dei Verdi. “Non è bastato neppure ricordare loro che il Parco non porta pregiudizi ulteriori al collegamento veloce, basta e avanza il paesaggio palustre d’importanza nazionale, già in vigore, per bloccare eventuali tracciati troppo invasivi sul piano. Non è bastato neppure far presente che Berna non ha nessun interesse nel parco del Piano di Magadino, che è un progetto cantonale. Non è certo prendendo in ostaggio il Parco che si ottengono da Berna i finanziamenti per la strada. Ridicolo. Semmai il rischio è che le associazioni ambientaliste ed agricole scendano dal carro di sostegno del progetto di collegamento A2-A13 scelto dal gruppo di lavoro del Cantone, creato da Borradori all’indomani della batosta sulla Variante 95. E allora altro che 10-15 anni per vedere un collegamento.”

“E se Berna non paga, è forse anche a causa del Governo ticinese e degli stessi partiti PLR, PPD, Lega e UDC, che hanno messo come priorità il raddoppio del Gottardo, che invece di migliorare la mobilità del cantone la manderà in tilt” afferma ancora Maggi, secondo cui la commissione della pianificazione sta affossando un progetto di valorizzazione del Piano di Magadino che a livello di consultazione ha suscitato ampi consensi, “mentre per il collegamento A2-A13 sta rischiando di far saltare gli accordi sul tracciato, mandando alle ortiche anche la speranza di vedere un futuro collegamento per Locarno.”

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