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Agrifutura al Consiglio di Stato: sospendete la creazione del Servizio di controllo cantonale e ascoltate le associazioni agricole

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Informazioni su agrifutura

Associazione di agricoltori ticinesi www.agrifutura.ch

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  1. Bravi che vi siete fatti avanti!
    Io devo ritornare entro il 30.9 il formulario dei programmi al cantone, ma non voglio firmare che mi controlla il nuovo servizio!!
    Si puÒ scrivere qualcosa? ma cosa?

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    • Grazie per il commento. Sappiamo che c’è chi ha ritornato il formulario indicando per esempio ancora Qualinova come organo di controllo e allegando una lettera che se entro 15 giorni non si riceve l’accettazione da parte della Sezione agricoltura si considera la lettera e il formulario come cresciuti in giudicato.

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  2. Il nuovo apparato costerà e non poco. Paga il contribuente oppure l’agricoltore?…

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    • Grazie per essere intervenuto. La questione dei costi non è da sottovalutare. Due conti della serva: il Cantone per retribuire i controllori si suppone dovrà applicare le scale di salario cantonali, ci sono poi i costi di allestimento del servizio, la formularistica da rifare, ev. costi di accreditamento. Il tutto da spalmare su 700 aziende. E il punto è proprio questo! Un servizio di controllo per sole 700 aziende è per definizione deficitario. Molto probabilmente, inizialmente, il Cantone applicherà delle tariffe “popolari” in sintonia con quelle attuali e si accollerà il deficit strutturale di tale servizio. Ma dopo?? Sappiamo tutti che il Cantone sta ogni anno proponendo manovre di rientro dell’ordine di decine di milioni di franchi. Il rischio è che saranno chiamati alla cassa i fruitori del servizio accollando loro sempre maggiori costi. Un assegno in bianco che ha una base giuridica nella nuova legge cantonale sull’agricoltura che recita: “Esso (il Consiglio di Stato) può prelevare delle tasse a parziale o totale copertura dei costi di controllo.” Tutti si chiedono: perché non si è continuato con l’attuale sistema dove addirittura era prevista una collaborazione fra Qualinova e Agrispea che permetteva di “spalmare” i costi dei controlli su un bacino di oltre 6’000 aziende? Il Cantone avrebbe potuto limitarsi a svolgere il coordinamento dei controlli delegando agli organismi esterni accreditati i controlli sul campo.

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  3. segnali di fumo

    Grazie Giovanni per il lavoro che fai in difesa degli agricoltori.E’ triste dover mettersi continuamente a fare gli avvocati difensori con grande spreco di tempo e energie,per difendersi da chi ci dovrebbe difendere…Si vorrebbe solo poter lavorare in pace !

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